Il gelato in una corretta nutrizione

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È Estate, questo è fuor di dubbio ed è il caso di parlare di uno degli alimenti che amo di più. Il gelato.

Per carità, i gusti sono soggettivi, ma non possiamo ignorare come questa delizia dell’alimentazione coinvolga un po’ tutti in maniera veramente emozionale. 

Parliamone dunque, proprio perché la stagione ce lo richiede e questa golosità è veramente una delle cose che ci attira di più, vuoi per la freschezza e vuoi per la bontà. 

Parliamone sì, ma ovviamente dal punto di vista nutrizionale

Il concetto da cui possiamo partire è che il gelato sicuramente si può considerare un alimento particolare, piuttosto carico

Partiamo dando una brutta notizia, ovvero che sicuramente non è che se ne possa utilizzare tantissimo.

Frequenza di utilizzo.

Parliamo di alcuni concetti fondamentali, come la frequenza di utilizzo.

La frequenza di utilizzo del gelato non è un parametro che possiamo decidere a priori e far scendere dall’alto su chiunque, per la serie “mi mangio un gelato alla settimana, mi mangio due gelati alla settimana”; non è così perché ovviamente c’è da capire a quale persona ci stiamo rivolgendo, quale tipo di alimentazione sta facendo, se è un tipo sedentario, che peso ha, qual è il suo quadro clinico, ecc… ecc…

Possiamo quindi categoricamente escludere il porci su questa situazione con un generico “ma sì, un gelato a settimana va bene per tutti, anche due volendo”

Come abbiamo già accennato è chiaro come nell’equazione vada considerata la propria situazione personale, per la serie: sono in sovrappeso, le mie analisi non sono buone per nulla, sono in vacanza e mi sto concedendo ogni tipo di leccornia, niente niente anche quell’innocuo gelatino a settimana forse è il caso di evitarlo. 

Questo perché chiaramente il gelato, per quanto sia meraviglioso, è una bella bomba dal punto di vista nutrizionale e potremmo fondamentalmente considerarlo quasi come un pasto intero, in quanto contiene carboidrati e proteine. Praticamente tutto.

Se ci fosse anche la fibra ci troveremmo davvero di fronte ad un pasto completo. 

Veramente, se ci mangiassimo una bella insalata prima e poi un gelato avremmo un pasto completo.

Quindi, tornando alla frequenza di utilizzo, bisogna assolutamente tagliarla in base alle proprie condizioni. Ora, mettiamoci in una condizione media di una persona che non è in sovrappeso, che è in una media di vita normale, cercando proprio di fare un discorso che sia generalista al massimo. 

Come si gestisce il gelato?

Gli scenari per gestire al meglio il gelato fondamentalmente sono due.

Scenario numero uno: il gelato in aggiunta ai pasti.

È tutta questione di organizzazione. Se so che stasera andrò a prendermi un bel gelato, andrò ad organizzare gli altri pasti della giornata.

Farò una colazione e un pranzo mediamente normali, ma la cena invece andrò a scaricare parecchio e possibilmente andrò a togliere sia il pane che la frutta; posso toglierli su entrambi i pasti volendo, o magari anche solo uno dei due, il pranzo o la cena. 

Avrò quindi ridotto in maniera particolare la quota di zuccheri e potrò concedermi il gelato, magari dopo cena. 

Ecco, parlando onestamente questa non è sicuramente la condizione migliore in un percorso alimentare virtuoso, però è una cosa già molto intelligente. 

Ovviamente può capitare che sto andando in giro e mi viene voglia di mangiare un gelato, e ci sta tutto. Vorrà dire che questa stessa organizzazione che abbiamo appena menzionato la andremo ad attuare il giorno dopo, ovvero nella giornata successiva andrò a scaricare un po’ la quota di zuccheri

Chiaramente poi bisogna vedere se si fa attività fisica, se si è sedentari e via discorrendo, ma generalmente abbassare un po’ la quota di zuccheri dopo averne introdotto questa quantità eccessiva data dal gelato, può essere una cosa molto, molto saggia. 

Questo è quello che possiamo dire per uno scenario di pasti “normali” con un gelato in aggiunta, ovvero predisponiamo prima o dopo una giornata di scarico degli zuccheri.

Scenario numero due: il gelato in sostituzione ad un pasto.

Lo scenario numero due è quello che tra i due è sicuramente più intelligente, sensato ed organizzato.

È quello di dire “bene faccio direttamente un pasto con il gelato”, come ad esempio una cena.

In questo modo gestirò il gelato nel migliore dei modi e potrò permettermene anche una quantità dignitosa, certo non una vaschetta da mezzo chilo come piacerebbe a tanti di noi, ma una bella quantità, dipende da quanto poi la gelateria dove andiamo è abbondante e generosa. 

L’ideale, in una situazione come questa è prendere una quota vegetale prima di andare a prendere il gelato

In questo caso andrò infatti a mettere una sorta di tappo, di filtro di fibra a quello che sarà poi la carica di zuccheri abbondante che andremo a dare dopo con il gelato; successivamente mi prenderò questo bel gelato, cono o coppa che sia, e ne farò una cena. 

Una cosa furba, magari dopo un’oretta e mezza è prenderci un frutto quando si va poi a casa.

Sembra un controsenso, perché prendersi un frutto un’ora e mezza o due ore dopo esserci mangiati un gelato?

Perché rischiamo di avere uno scarico degli zuccheri dovuto proprio all’eccesso di zuccheri del gelato. Come sappiamo, dopo aver introdotto un grande quantitativo di zuccheri si innesca uno sbilanciamento, con dei picchi che possono poi alterare l’andamento della glicemia

Per questo diventa una mossa intelligente e sensata, se stiamo facendo una cena, mangiare un frutto circa due ore dopo aver mangiato il gelato

Ricapitolando: organizzo una bella cena a base di verdure crude, ad esempio cetriolo, rucola, sedano e olive, insomma bella insalatina vegetale con una quota di grassi da olio, limone e sale

Mi vado a mangiare il mio bel gelato.

Un’ora e mezza, due ore dopo il mio gelato mi vado a mangiare una porzione di frutta, che possono essere due fette di melone, tre albicocche, dell’ananas, qualcosa che magari può essere anche drenante, in maniera tale da stabilizzare il tutto. 

Ecco quindi delineato anche il secondo scenario per gestire in maniera egregia questa bontà un po’ impegnativa che è il gelato.

Entrambe le soluzioni possono essere molto, molto utili per mangiarci un gelato in tutta tranquillità, chiaramente sempre condizionati da quello che è il nostro punto di partenza, quindi dando per scontato che stiamo seguendo un regime alimentare adeguato alle nostre condizioni (sicuramente quelli che proponiamo su DAY+ sono ottimi e ci farebbero gestire il gelato in tutta tranquillità).

Ma rimane un punto spinosissimo di cui parlare…

Gelato alle creme o alla frutta

Cari amici e care amiche, io devo essere sincero, ma in una situazione come questa mi tolgo il camice da nutrizionista e mi lascio addosso la maglietta estiva da passeggio.

Se preferite i gusti alla frutta, andate ovviamente sui gusti alla frutta. 

Ma io, sinceramente, quando vado prendere il gelato, non posso che darvi questo consiglio: se ci si deve concedere qualcosa che ha a che fare con il gusto, con lo sfizio vero del palato, ha poco senso togliere quella parte di grasso in più che ci può stare in un gelato alla crema, specie se ci siamo andati ad organizzare con uno dei due scenari che abbiamo descritto prima.

Per cui godiamoci appieno questo piacere del palato, anche lui ha una parte importante nel nostro percorso di benessere

Dottor Roberto Talamonti

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