Ciò che ci piace è ciò che ci fa bene?

Ciò che ci piace coincide con ciò che ci fa bene?

Ebbene sì, questa frase che sembra quasi uno scioglilingua è una cosa molto importante sulla quale ragionare. 

Questo perché in moltissimi dei casi che ho trattato, il cambiamento più bello e più importante è stato proprio quello delle abitudini istintuali, ovvero quelle che la persona manifesta già al primo contatto. 

Ad esempio mi riferisco (ambulatorialmente parlando) del primo dialogo, quello dove la persona mi racconta le sue difficoltà, le sue necessità, i problemi con gli alimenti e con la nutrizione

Quelle che avviene, e che è ovviamente meraviglioso, è che dopo il periodo di cambiamento, dopo il percorso insieme, si vede chiaramente quanto la stessa persona abbia completamente cambiato abitudini istintuali

Non ha più necessità della tale cosa, non ha più una repulsione verso quell’altra, ecc…

Le dinamiche istintuali, cioè quello di cui sentiamo istintivamente di aver necessità, cambiano completamente.

Un esempio calzante è quello del fumatore. 

Cosa succede mediamente ad un fumatore? Lo potremmo riassumere con una schema abbastanza semplice:

Colazione alla mattina → necessità di fumare

Finito di pranzare → necessità di fumare

Caffè → necessità di fumare

E ancora, ancora, ancora…

Quando poi si riesce a trovare la motivazione e la forza di volontà per smettere di fumare, allora si osserva come sparisca proprio l’istinto, l’abitudine a quella tale attività.

È il corpo stesso che si disabitua a quell’elemento e cambia, completamente e contestualmente.

Sia la fisica che la biologia ci insegnano che un sistema, qualsiasi esso sia, tende all’autoregolazione, se non viene influenzato da fattori esterni patogeni. 

Un’autoregolazione che lo faccia andare verso quello che più sarebbe congeniale e più sarebbe utile, un po’ (per fare un esempio) come il cane che mangia l’erba perché sa che in quel momento può fargli da medicamento

Ovviamente il cane non ha un’istruzione che gli ha insegnato che in quel momento ha bisogno di mangiare erba; quella è semplicemente un’autoregolazione, un istinto naturale

Questo stesso istinto ce l’avremmo anche noi esseri umani.

Sì, ce l’avremmo, peccato che con il tempo costantemente lo perdiamo.

Lo perdiamo in quanto effettivamente siamo influenzati da qualcosa di patogeno, di esterno a noi che ci condiziona e ci allontana da questo sistema naturale, fisico, biologico di autoregolazione

A cosa è dovuto questo allontanamento?

Basta guardarsi un attimo intorno ed è la nostra stessa società a darci una risposta; una società che possiamo tranquillamente definire obesogena e che ci allontana in maniera costante da quei famosi istinti di autoregolazione di cui parlavamo prima. 

Una società che ci tempesta di messaggi come accendi la tv, compra online, guarda come si cucina questo, guarda come si cucina quest’altro, non ti spostare da casa, cucina il ciambellone, fai lievitare a più non posso, utilizza le farine doppio zero, zucchero, zucchero, zucchero, zucchero… 

Questo è il messaggio che ci viene dato, costantemente, giorno dopo giorno.

Ripetuto, ripetuto, ripetuto, ripetuto. 

Ora, non voglio entrare nella facile retorica del contrastare la comunicazione dei media, che è quella che è e ce la teniamo così. 

Però non si può evitare di sottolineare il concetto che noi siamo influenzati, e siamo portati a tenere dei comportamenti che sono assolutamente contrari a quello che sarebbe il nostro istinto.

Siamo così bombardati da pubblicità e comunicazione commerciale che ci siamo convinti che quel messaggio pubblicitario sia davvero il nostro istinto

E dal punto di vista della nutrizione, quel livello consumistico, te lo posso assicurare, non è il tuo, quello che fa veramente parte di te, del tuo essere.

È qualcosa di totalmente sbilanciato e indotto dall’esterno.

Quindi cos’abbiamo davvero necessità di fare?

Dobbiamo ribilanciare il sistema nutrizionale; questo è chiaramente il primo passo. 

Poi fare dell’attività motoria adeguata e poi pensare nel giusto modo

Ma per noi, ad oggi, che parliamo di nutrizione, la necessità è quella di seguire una strategia, una struttura

Mangiare adeguatamente, giorno dopo giorno, ci porterà verso quella che è la condizione di equilibrio, dove un sistema fisico e biologico tenderà all’autoregolazione naturale

Sarà così che per istinto escluderai delle cose, andrai verso quelle che ti faranno bene e nella quantità giusta. 

Fondamentalmente a processo completato non avrai nemmeno necessità di consultare un nutrizionista. 

Magari all’inizio potresti non avere chiara una prima fase di riequilibrio, per cui sarà necessario seguire un piano alimentare strutturato da un professionista, da lunedì a sabato, così da avere una traccia fondamentale da seguire.

Ma questo è necessario solo per reindirizzare un istinto che è stato forzatamente veicolato da un condizionamento patogeno esterno. 

Se vogliamo scaricare a terra in maniera più pratica questo concetto potremmo parlare di una prima fase di circa quattro/otto/dodici settimane di uno schema strategico da seguire (come quelli che proponiamo su DAY+ ad esempio) che ci porti a rieducare i nostri istinti verso qualcosa di più sano, di più naturale, di più reale.

Poi scopriremo quanto è davvero istintiva questa autoregolazione, questo meraviglioso meccanismo di purezza.

Dottor Roberto Talamonti