Alimentazione & fegato

Condividi su facebook
Condividi

Come aiutiamo il nostro fegato a funzionare meglio attraverso la nutrizione molecolare

Vi state chiedendo perché parliamo di nutrizione molecolare? Perché è chiaro che se vogliamo trattare la funzionalità di un organo, non basterà parlare di quante calorie o quanti grammi del tale o tal’altro alimento; perché se ci limitiamo a parlare di calorie e grammature, parliamo di tutto e parliamo di niente.

Stiamo cioè lasciando un lavoro completamente al caso. 

Con una nutrizione di tipo molecolare invece, dove andiamo a fare una considerazione di tipo molecolare, cioè di quale molecola è contenuta dentro l’alimento, andiamo a tenere veramente conto degli effetti clinici o fisiologici che si possono ottenere sul nostro corpo. 

In questo caso possiamo andare a ragionare anche su come stimolare in maniera specifica e mirata un determinato organo

In questo articolo voglio parlarvi appunto di come prenderci cura dell’organo fegato, cercando di ottimizzare al massimo le sue funzioni

A questo punto è doveroso fare una piccola premessa dedicata agli amanti dei carboidrati.

Sappiate che in questo articolo siete nella vostra festa! 

Questo perché effettivamente il carboidrato è l’elemento numero uno per trattare la funzionalità del fegato. 

Se si vuole trattare il fegato, ad esempio in presenza di una steatosi epatica o una qualsiasi delle condizioni che sono deputate al malfunzionamento di quest’organo, è assolutamente chiaro e dimostrato che non si possono scaricare i carboidrati

Ovviamente quando parlo dei carboidrati parlo dei carboidrati complessi, non parlo della Coca Cola o dello zucchero bianco in grandi quantità, ma teniamo conto in verità che quando c’è una problematica epatica, molto spesso in ospedale si attua l’operazione di attaccare una flebo di glucosio

Anche da questo deduciamo che il glucosio, che sarebbe l’elemento finale del metabolismo degli zuccheri, è il nostro carburante primario. 

Questo ci fa capire quanto è importante questo elemento per quest’organo e quindi quanto non dobbiamo scaricarlo! 

Se vogliamo prenderci cura a livello molecolare dell’organo fegato con il nutrimento, i carboidrati sono fondamentali. 

Lo faremo chiaramente prendendo carboidrati che si assorbono più lentamente, quindi magari delle farine di tipo uno o di tipo due, o anche farine integrali (di farine bianche e integrali e di come sceglierle ne ho parlato in quest’articolo). 

Partendo da questa considerazione, orientiamoci quindi verso farine che si assorbono lentamente e che non vanno quindi a sbilanciare troppo le condizioni della glicemia, rischiando di creare delle situazioni chiaramente non favorevoli per il fegato.

Mediamente quindi il carboidrato è davvero fondamentale.

Vuoi fare a tutti i costi una dieta abbassando i carboidrati? Sappi che il tuo fegato chiaramente non ti ringrazierà per niente. Questo è alla base. 

Poi è chiaro, se parliamo di un fegato che funziona bene e non ha problematiche di sorta, magari resiste tranquillamente anche all’abbassamento dei carboidrati. 

Questo perché anche mangiando le proteine comunque tu vai a formare il glucosio, ci sono le scorte di carboidrati, ecc… 

È però altrettanto chiaro che se vuoi fare un’alimentazione e devi trattare un fegato un po’ in sofferenza, i carboidrati sono una presenza obbligatoria

Carboidrati genericamente presenti quindi e soprattutto presenti a cena

L’utilizzo dei carboidrati a cena è fortemente raccomandato perché, cronobiologicamente parlando, cioè a livello di mero orario, il fegato è un organo che lavora particolarmente nella parte notturna nella sera, anzi proprio di notte.

Quando spiego questo concetto nelle mie conferenze mi piace fare l’esempio del fegato come degli operatori della nettezza urbana. 

Quand’è che lavorano questi angeli custodi delle nostre strade? 

Lavorano di notte, quando noi tutti dormiamo; dopo che abbiamo prodotto la nostra dose giornaliera di sporco si mettono a fare i loro lavori e noi la mattina possiamo svegliarci andando in giro nelle strade pulite.

Mediamente questo accade in quasi tutte le città in Italia, così come nel nostro corpo di notte avviene un’azione depurativa: è proprio il fegato l’organo che se ne prende cura. 

Quindi di notte il fegato lavora, ma se noi la sera scarichiamo lo zucchero lui inizia ad andare in difficoltà; se reiteriamo questo tipo di abitudine rischia di diventare alla lunga un fegato che lavora costantemente in difficoltà. 

Se togliamo i carboidrati serali facciamo davvero un grave errore. 

Quindi un grande sì ai carboidrati di sera, magari andandoli a bilanciare sapientemente nell’assorbimento con la scelta delle farine e mettendo una bella verdura da antipasto, così da creare un filtro per l’assorbimento dei carboidrati. 

Con una verdura da antipasto infatti i carboidrati si assorbiranno più lentamente, senza avere il picco glicemico

Così facendo abbiamo controllato al meglio anche questo impatto. 

Ancora meglio sarebbe mettere anche una doppia verdura; una verdura cruda da antipasto, un bel piatto di pasta con una farina selezionata e una bella verdura cotta dopo. 

Ad esempio potremmo combinare: 

  • un pinzimonio con finocchio crudo con quattro o cinque olive da antipasto;
  • un bel piatto di pennette all’arrabbiata, con delle farine di tipo uno o una farina di kamut (molto delicata a livello digestivo); 
  • una bella cicoria ripassata aglio, olio, peperoncino o delle verze.

Quindi, come molti di voi che seguono i piani alimentari di DAY+ sicuramente sapranno, i carboidrati li utilizzo sempre e soprattutto a cena; ma in ogni caso chi ha necessità di trattare con una determinata cura il fegato è bene che abbia presente questo tipo di concetto. 

Ripetiamo che la prima cosa da fare quindi è mettere i carboidrati e soprattutto metterli a cena. 

Ovviamente si possono mettere anche a pranzo, magari utilizzando una bella quota proteica, con una bella verdura cruda da accompagnare con del pane. 

Il pane si può utilizzare quindi? Assolutamente sì, ma per il fegato è bene andarlo a tostare, in quanto se abbiamo un fegato che deve riprendere le funzioni, il pane deve essere tostato, per scaricare i lieviti che altrimenti rischierebbero di affaticarlo.

Se poi magari fosse pane con lievito madre si va che è una meraviglia. 

Cerchiamo quindi di prendere un pane con lievito madre, tostarlo e quindi combinarlo con una proteina e una verdura cruda a pranzo

La frutta ci può stare? Sicuramente sì.

Ecco che con pochi accorgimenti abbiamo disegnato la struttura di un pranzo che possa essere bilanciato per l’azione del fegato

Poi a cena andiamo a mettere il carboidrato, magari con una doppia verdura, magari non sempre; alcune volte facciamo con una verdura sola, ma mettiamo una piccola quantità di proteine, come una pasta con le vongole accompagnata da dei finocchi al forno. 

Questi tipi di combinazione vanno benissimo per prenderci cura della funzionalità epatica, vanno davvero molto bene. 

La macro struttura dei nostri pasti per garantirci una buona cura del fegato deve essere questa, altrimenti non si va veramente da nessuna parte. 

Alimenti che favoriscono quindi la funzione di azione sul fegato 

I carboidrati abbiamo detto sicuramente sì. 

Poi abbiamo le zucchine, molto, molto attive sul fegato. 

I carciofi anche loro sono molto, molto attivi.  

Il tarassaco se lo trovate è meraviglioso, anche la borragine, meravigliosa. 

Poi abbiamo il pomodoro molto, molto d’aiuto. 

Sicuramente possiamo citare i fagiolini, così come gli agretti.

Abbiamo anche la vitamina C, che in un certo senso aiuta, ma potrebbe essere in alcuni casi irritativa. Mettiamo comunque nel mucchio kiwi e mandarini.

Ricapitolando, abbiamo elencato un po’ di frutti e verdure che possono essere di grande aiuto diretto sul fegato, da abbinare allo macro strutture dei pasti che non devono, ricordiamolo, assolutamente trascurare i carboidrati.

Un altro consiglio è quello di non dimenticarsi mai di dare stimolo al fegato utilizzando l’olio a caldo; benissimo ovviamente l’olio crudo come condimento, ma non ci si deve limitare a quello. 

Parliamo ovviamente di olio assolutamente selezionato (obbligatoriamente extravergine d’oliva), ma si può e si deve utilizzare l’olio a caldo se dobbiamo stimolare la funzionalità del fegato e fargli fare un po’ di palestra. 

Un grande quindi al soffritto, ma non solo.

Si può pensare, badiamo bene, ad inserire anche la frittura in una costruzione alimentare virtuosa e ragionata, anche se quello della frittura è un tema un po’ particolare che merita un articolo a parte. 

Ecco come, tornando all’incipit di questo articolo, con la nutrizione molecolare si può fare veramente di tutto, come arrivare a trattare specificatamente una funzionalità d’organo; oggi abbiamo parlato del fegato, ma lo stesso lavoro si può fare sulla tiroide, sul pancreas, sul rene, ecc… 

Tornando al fegato, quello che possiamo fare è quello che abbiamo elencato finora: non abbassare la quota di carboidrati, scelta delle tipologie di frutta e verdura più funzionali per questa situazione e nessuna paura ad utilizzare l’olio a caldo per stimolare al meglio.

Ora abbiamo in mano tutti gli elementi per prenderci cura al meglio di questo meraviglioso organo che è il nostro direttore d’orchestra.

Dottor Roberto Talamonti

Serve aiuto?
Ciao, il mio staff è qui per aiutarti a scoprire il mondo di Nutrizionista di Te Stesso e della piattaforma DAY+, scrivici e ti risponderemo.
Messenger WhatsApp Instagram