Alimentazione & reni

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Funzionalità renale, come gestirla?

Possiamo fare qualcosa per i nostri reni e il metabolismo renale attraverso l’alimentazione? La risposta ovviamente è sì. 

Abbiamo già visto come possiamo prenderci cura di organi specifici del nostro corpo attraverso l’alimentazione (vedi Alimentazione & fegato e Alimentazione & pancreas) e non possiamo quindi esimerci dal trattare l’argomento Alimentazione & reni

Effettivamente nel mondo della nutrizione si sottovaluta quanto a livello molecolare noi possiamo intervenire sulle nostre funzioni

È quasi fastidioso vedere come tutti i discorsi sul tema della nutrizione finiscano col fare perno quasi esclusivamente sulle calorie e sul concetto di riduzione del grasso fine a sé stesso.

Spesso almeno fa capolino il concetto di qualità del cibo, e quello è ovviamente sacrosanto.

Ma quello che mi preme sottolineare è come a livello di comunicazione si ponga così poco l’accento su quali siano gli effetti funzionali degli alimenti, specialmente su larga scala. 

Anche gli studi sull’alimentazione e sulla dietetica sono molto spesso relativi e coordinati da concetti superficiali come proteine animali sì, proteine animali no, tante calorie, poche calorie, dieta a basso impatto di carboidrati, ecc… ecc… 

Tutte queste sono metodologie generaliste ignorano quasi completamente l’impatto molecolare degli alimenti.

Per fortuna che noi di Nutrizionista di Te Stesso, che utilizziamo da anni il metodo delle combinazioni alimentari, possiamo vantare un’esperienza testata sulla pratica che su questo settore ci dice moltissimo.

Il nostro approccio nutrizionale infatti è studiato e ragionato proprio sulla nutrizione molecolare, ovvero sul potere, sugli effetti delle molecole di tutti gli alimenti.

Sappiamo benissimo quali sono gli alimenti che possono dare un effetto drenante, gli alimenti che possono avere un carico di azoto eccessivo e che quindi possono sovraccaricare i reni, eccetera. 

Quindi possiamo ragionare assolutamente in termini più specifici, in maniera tale da costruire qualcosa che abbia veramente un senso di aiuto per i nostri organi e di collaborazione sulle funzionalità, in maniera tale da ottimizzare la funzione di un organo piuttosto che di un altro. 

A tal riguardo, oggi parliamo di reni

Che cosa dobbiamo fare se vogliamo prenderci cura dei nostri reni? 

Nel nostro settore, vi racconto una curiosità, si usa dire che i reni nascano già vecchi; questo perché non hanno una capacità rigenerativa e quindi devono essere assolutamente curati al meglio possibile. 

Oltretutto va sottolineato come ci siano alcune costituzioni di soggetti che devono fare più attenzione di altri, al di là ovviamente di chi ha già un conclamato particolare deficit clinico.

Ma come dicevamo, soprattutto in alcune costituzioni, l’attenzione alla cura dei reni è molto più evidente. 

Tendenzialmente bisognerebbe andare a fare una valutazione anamnestica precisa, ma se vogliamo prenderci cura della funzionalità dei reni in generale, possiamo utilizzare alcuni escamotage.

Prima di tutto utilizzare verdure drenanti, quali finocchio, scarola, indivia belga, cicoria e tutto il mondo delle cicorie in generale, del quale appunto fanno parte tutte le indivie e i radicchi

In questo caso diventa molto utile dare un aiuto anche al fegato, perché se lavoriamo bene anche sul fegato, sarà lui a gestire al meglio le molecole di scarto che andremo a produrre. 

Il fegato, per usare una metafora, è il depuratore che deve andare a fare la differenziata, separare e impacchettare per bene gli elementi di scarto. 

Questi elementi di scarto, così trattati, potranno poi essere dati ai reni che provvederanno ad espellerli. 

Se il fegato non lavora bene non funzioneranno bene nemmeno i reni, per cui l’ottimo lavoro deve essere fatto anche a livello epatico. 

In questo caso alternare delle giornate dove ci prendiamo cura del fegato (vedi questo articolo per sapere come) ad altre dove ci prendiamo cura di più del rene, quindi utilizzando alimenti vegetali che siano particolarmente drenanti, è sicuramente un’ottima strategia. 

Parlando di alimenti, la cipolla è la regina delle funzionalità per il rene; quindi cipolla assolutamente sì, in questo caso anche cotta.

Ricordiamo che la cipolla si può tranquillamente utilizzare cotta nel caso non si abbiano problematiche a livello del pancreas e della gestione degli zuccheri, come vi ho raccontato in questo articolo

Anche le olive sono molto utili per il loro effetto depurativo e vanno molto bene anche per il fegato quindi un doppio sì per loro. 

Ovviamente la frutta drenante sarà molto utile, quindi l’ananas, il melone, i mandarini, le clementine

La mela non ha un effetto drenante molto forte, ma essendo un frutto tendenzialmente neutro si può tranquillamente utilizzare. 

Molta attenzione poi andrà fatta su quelle che sono le proteine.

Queste infatti non devono essere troppo cariche d’azoto, quindi meglio evitare le carni rosse o utilizzarle il meno possibile. 

Sicuramente vanno bene le carni bianche, ma meglio il tacchino che il pollo. 

In dietologia si tende sempre a consigliare il pollo, ma in verità per il rene molto meglio il tacchino

Molto bene anche il maiale, può andar benissimo per il rene; prosciutto crudo, lombate, ariste vanno molto bene, così come le uova

Pesce assolutamente

Quindi, ricapitolando il discorso proteine, facciamo particolarmente attenzione al carico renale d’azoto, limitiamo le carni rosse e non esageriamo il pollo

Soprattutto cerchiamo di non utilizzare in maniera massiccia le proteine a cena, ma bensì utilizzarle a pranzo, così da non sovraccaricare la funzionalità depurativa a livello serale; incappare in questi sovraccarichi serali infatti, per un rene che deve essere gestito al meglio, non è sicuramente buona cosa. 

Quali frutti è meglio evitare? 

In un’ottica di aiuto ad un rene in difficoltà è meglio evitare le ciliegie, le quali hanno un effetto antidiuretico e meglio fare attenzione con le macedonie

Anche la pera ad esempio non è di così grande aiuto e facciamo attenzione con le albicocche

Le pesche, ad esempio, sono un pochino controverse, in quanto le pesche a pasta gialla sono no e le pesche a pasta bianca sono .

Perché?

Perché la pesca bianca ha un effetto diuretico e drenante, mentre al contrario la pesca gialla è antidrenante e antidiuretica e in questo caso non ci sarà assolutamente utile. 

Quali verdure sono estremamente controindicate

Spinaci e bietole sicuramente, per il resto grosso modo con il rene possiamo gestire un po’ tutto. 

Un aspetto a cui si deve fare attenzione è il non mescolare troppo le verdure; nei pasti ci deve essere purezza se ci vogliamo prendere cura di questo organo e quindi ci si deve trovare il meno possibile in situazioni di pasti troppo arricchiti di elementi, con mix eccessivi di frutta e verdura.

Altrettanto no quindi le proteine di diversa natura

I carboidrati, facciamo molta attenzione.

Sui carboidrati bisogna aprire una parentesi; genericamente vanno benissimo, ma facciamo attenzione a non eccedere col glutine, perché questo appunto può andare ad affaticare sempre di più la funzionalità renale

Quindi se dobbiamo prenderci cura del rene va benissimo ad esempio il riso, che addirittura alza leggermente la glicemia; il successivo innalzamento glicemico porta ad un effetto di depurazione dei reni che quindi possono lavorare meglio. 

Non avendo poi il riso il glutine non andremo a dare un sovraccarico funzionale. 

Quindi i carboidrati si possono utilizzare, ma ripetiamo di fare attenzione a quelli con il glutine

Quando utilizziamo il pane è bene fare una tostatura, la quale ci dà due vantaggi; il pane leggermente tostato diventa innanzitutto più velocemente assorbibile, innalza leggermente la glicemia e ci dà un effetto drenante diuretico. Inoltre con la tostatura andremo ad abbassare il carico dei lieviti e quindi sovraffaticheremo meno la funzionalità del fegato, altro grande vantaggio.

In quest’articolo quindi vi ho portato un altro esempio di come gli alimenti possono veramente dare un’azione determinante sulle nostre funzioni, su ogni livello funzionale, tanto da poterli considerare dei veri e propri farmaci dati dalla Natura.

Con questo non voglio ovviamente andare a svalutare l’importanza dei farmaci chimici, i quali sono necessari e importantissimi qualora ci sia una condizione clinica severa, ben vengano. 

Ma nell’ambito di una gestione del quotidiano non si può sottovalutare la potenza che Madre Natura mette in atto ogniqualvolta ci entriamo in sintonia nella maniera più armoniosa possibile, ovvero utilizzando sapientemente gli elementi che ci mette a disposizione.

Dottor Roberto Talamonti

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